Kahlil Joseph ci accompagna in un'esperienza musicale immersiva, suono e visual guadagnano lo sp


Kahlil Joseph, artista e filmmaker con sede a Los Angeles, non può evitare l'influenza della musica.


Lui stesso ha affermato che il suo lavoro dei sogni era quello di dirigere video musicali, e ha raggiunto l’obiettivo.


Ha diretto video musicali per artisti come Flying Lotus, è stato successivamente nominato per un Emmy come uno dei registi dell'album visivo di Beyoncé "Lemonade" e il critico del New Yorker, Hilton Als, ha scritto su come il suo occhio emotivo abbia ristabilito la fiducia nei video musicali.



Poi ha scoperto la libertà che solo l'Arte può darti, e grazie a suo fratello ha sperimentato un nuovo livello di comunicazione visiva e sonora, come ha spiegato quando ha iniziato a fare film per gallerie:


"Ero, tipo: 'Wow, mi sento molto più pieno come persona creativa in questo spazio rispetto a tutti gli altri spazi in cui stavo cercando di inserirmi.' Quelle scatole sono piccole. Anche il lungometraggio, deve essere di una certa lunghezza. Ma nello spazio dell'arte possono essere 25 secondi o cinque ore, e questo per me ha senso. "Piuttosto che "questo è un video musicale, questo è un film di moda, questo è un documentario ", in uno spazio artistico "tutto è possibile - si tratta di idee e sono davvero entusiasta di questo ".


In "Kahlil Joseph: Shadow Play", la sua prima personale a New York, che si svolge al New Museum fino al 7 gennaio, Joseph debutta con Fly Paper (2017), una nuova installazione cinematografica che parte dalla sua ammirazione per il lavoro di Roy DeCarava (1919-2009), fotografo e artista noto per le sue immagini di famosi musicisti jazz e la vita di tutti i giorni ad Harlem.


In questo lavoro la musica è centrale, come sempre nelle opere di Joseph.

I suoni riverberano vitali e potenti nel gioco di immagini attraverso cui racconta le storie e i ritmi dei suoi soggetti. Per quanto scandaglino la storia del cinema e le immagini in movimento, i film di Joseph trovano anche un parallelo nel lirismo, nella complessità e nella forza affettiva delle tradizioni musicali black.


Fly Paper si muove anche oltre il visibile espandendo la pratica di Joseph in suono, dispiegando un complesso ambiente acustico in cui le trame sonore e le composizioni originali risuonano in tutto lo spazio espositivo.


L'installazione è una gioia per occhi e orecchie. È un'esperienza sonora coinvolgente che è stata possibile anche grazie a un grande uso di un sistema audio Funktion-One.


#Italiano

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