Il museo online dove ritrovare i suoni del nostro passato


Museum of Endangered Sounds post sound identity blog

Questa è la storia di un grande progetto, lanciato forse un po’ per gioco ma che nasconde l’autorevole profondità del patrimonio culturale umano.


Esiste un meraviglioso Museo dei suoni in via d’estinzione, nato per preservare la memoria di suoni scomparsi o in via d’estinzione che ci hanno accompagnato per anni, meritandosi un posto nel cassetto dei nostri ricordi.


Il museo è un piccolo tesoro di suoni legati a tecnologie ormai obsolete. In realtà, per molti di noi, sono suoni legati all’infanzia, ai primi approcci con le nuove tecnologie o a quella che era la nostra quotidianità prima che gli apparecchi elettronici diventassero silenziosi.


Il museo online si compone di una galleria di GIF animate, vi basterà cliccarci sopra per far riaffiorare vecchie emozioni, dal coinvolgente suono di Pac-man al rumore che sentivamo ogni volta che componevamo un numero con il telefono a disco rotante, dal suono di avvio di Windows 95 composto dal leggendario Brian Eno all’invadente rumore del modem 56k.


Il museo è nato nel 2012 a firma di Brendan Chilcutt. A ben scavare, sembra che questo simpatico nerd in realtà sia un personaggio online creato da Phil Hadad, Marybeth Ledesma e Greg Elwood, allora tre studenti universitari desiderosi di entrare nel settore della pubblicità.


Si legge sul sito del Museo che l’obiettivo dei Brendan sia quello di realizzare un piano decennale in cui la prima fase, quella della raccolta di questa preziosa collezione di suoni, sarebbe dovuta terminare entro il 2015. Abbiamo provato a contattare Brendan per avere un aggiornamento in merito, purtroppo non abbiamo avuto successo. La notifica di errore dell’email “Delivery to the following recipient failed permanently” non ci fa ben sperare, quindi riponiamo qui la nostra fiducia: Brendan, se ci sei batti un colpo!



#Italiano

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